EXPO – Da Quinto Orazio Flacco alla tracciabilità. L’extra vergine di Basilicata, perla gastronomica

Martedì 13 Ottobre 2015 11:00
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IMG 8812Milano – Dall’olivo di Venafro, descritto da Quinto Orazio Flacco in epoca romana, alla tracciabilità dei nostri giorni. Che l’olivo fosse un elemento inscindibile dal paesaggio dell’antica Lucania lo si apprende dai numerosi reperti archeologici: resti di legno, frutti, foglie e noccioli, rinvenuti in località Pantanello di Metaponto e un frantoio del IV secolo a.C., scoperto in località Sant’Antonio Abate a Ferrandina. Ad Expo, la Basilicata sfodera il meglio della sua produzione olivicola, 4 filiere ed una trentina di aziende tracciate nell’ambito del progetto Unaprol che danno ritmo e sapore alla tavola dei consumatori con i loro extra vergine inconfondibili per cultivar e varietà.
In Basilicata la superficie coltivata ad olivi supera i 30 mila ettari ed è distribuita sull’85% del territorio regionale. Il 57% circa in provincia di Matera ed il restante 43% in provincia di Potenza. Il 10% della produzione è coltivata con metodi biologici. 5 milioni, in totale, le piante di olivo presenti che svolgono una funzione protettiva del paesaggio, di difesa dell’ambiente e del suolo da erosione e smottamenti. In condizioni ottimali la produzione di olio extra vergine di oliva della Basilicata con 5 mila tonnellate all’anno rappresenta il 6% della produzione lorda vendibile regionale e circa il 2% di quella nazionale. Nell’offerta di qualità dell’olio extra vergine lucano si annovera anche la Dop “Vulture”. Tra le varietà più diffuse e utilizzate per la produzione di qualità destinata all’imbottigliamento si trovano: Coratina, Leccino, Ogliarola del Vulture e del Bradano, la Maiatica. L’olio, dal fruttato medio-leggero, si distingue per una presenza persistente di dolce e piccante.
Dall’analisi dei dati di vendita nella GDO (Iper + Super), relativi al 2014, è emerso che in Basilicata, e nella vicina Calabria, sono stati venduti circa 2 milioni di litri di extra vergine, per un corrispondente valore di 8 milioni di euro e una contrazione sia in volume che in valore, rispetto all’anno precedente. Il prezzo medio si è aggirato intorno ai 3,6 euro/litro ed il 65% dell’olio extra vergine è stato venduto in promozione. Gli oli bio e a denominazione faticano ancora a trovare un segmento più ampio, all’interno del mercato dell’olio, collocandosi su livelli più alti di prezzo medio. Nello stesso periodo sono stati venduti circa 150mila litri, ad prezzo medio di 4 euro/litro per un corrispondente contro valore di 666 mila euro per il segmento del 100% italiano. “Il nostro compito, ha riferito nel corso dei due convegni organizzati da Unaprol ad Expo il presidente di Coldiretti Basilicata Piergiorgio Quarto, componente dello stesso comitato esecutivo di Unaprol, è quello di accompagnare le nostre imprese sul mercato offrendo ai consumatori il massimo della trasparenza e delle garanzie attraverso il progetto di tracciabilità del Consorzio Olivicolo Italiano.” 

 
Milano, 13 ottobre 2015









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