L’Italia scommette sulle DOP

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LogoDOPVerona – L’Italia maglia rosa in Europa con 42 oli a denominazione d’origine protetta e una l’Igp. Seguono la Grecia con 27 riconoscimenti e la Spagna con 24 denominazioni di origine.Prima tra tutte, nel Belpaese,  la Sicilia con sei riconoscimenti, seguita dalla Puglia, della Campania e dalla Toscana con cinque e da Abruzzo, Calabria e Lazio con quattro. Nel 2010, rileva Unaprol, la produzione certificata ha raggiunto circa le 10.500 tonnellate, evidenziando una sostanziale stabilità rispetto ai livelli raggiunti nel 2009 (+0,7%).
“Il sistema delle Dop rappresenta una sorta di sistema immunitario della italianità del prodotto che ha sempre garantito origine certa e alta qualità del prodotto sui mercati di tutto il mondo. Con il disegno di legge che inizia il suo iter parlamentare al Senato su norme per “tutela la tracciabilità, qualità e trasparenza del mercato degli oli di oliva vergini” – ha riferito il presidente di Unaprol, Massimo  Gargano – vogliamo creare una barriera di anticorpi a favore delle imprese olivicole e offrire alle aziende serie di questo settore l’opportunità di alimentare la catena del valore intorno al prodotto simbolo del made in Italy nel mondo”.

Dal monitoraggio di Unaprol per Federdop emerge che sul totale dei 43 oli a denominazione (42 Dop e 1 Igp), in Italia si sono costituiti 27 Consorzi di tutela. Di questi 22 aderiscono a Federdop Olio (l’81%). Sono 15 le Dop che, attualmente, non sono supportate da un Consorzio di tutela e che la federazione sta seguendo dal punto di vista tecnico, perché possano presentare istanza di riconoscimento al ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

I dati IRI infoscan rilevati per il mercato dell’olio all’interno di Iper, Super e negozi a libero servizio (da 100 a 399 mq), evidenziano che il 73% dei volumi di olio venuti all’interno della GDO è rappresentato da olio extravergine. Seguono per importanza l’olio d’oliva con il 14%; il 100% italiano con l’11% e con una presenza vicina, o poco superiore all’1% gli oli bio e a denominazione.

La parte di oli a denominazione venduta all’interno della GDO rappresenta ancora una piccola percentuale; nel 2011 i volumi di oli a denominazione venduti nella GDO hanno subito una contrazione dell’1,2% rispetto al 2010, passando da un livello di 2.760.882 litri ad uno di 2.726.669 litri. L’analisi regionale delle vendite in volume mostra che il 33% degli oli DOP/IGP venduti attraverso la GDO è acquistato in Lombardia; segue per importanza il Veneto (13,47%), l’Emilia Romagna (13,37%), Piemonte e Val d’Aosta (11,47%), Toscana (7,68%). Le restanti regioni mostrano percentuali residuali.

“Le 43 denominazioni protette attualmente riconosciute, sono la prova di una evoluzione culturale da parte dei consumatori ha riferito il presidente di Federdop, Silvano  Ferri, ma anche la testimonianza di una crescita del sistema delle imprese olivicole italiane sempre più in grado di offrire al mercato prodotti di qualità, garantiti e certificati”.

Per quanto riguarda i prezzi degli oli e denominazione all’interno della grande distribuzione si può evidenziare che il prezzo più alto è riscontrabile in Trentino, dove nel 2011 mediamente un litro di olio Dop/IGp è stato venduto a 13 €.

Seguono il Veneto e il Lazio con un livello di prezzo pari a circa 11 €/lt, seguiti da Lombardia, Umbria e Sardegna. Nelle regioni del Nord il prodotto si colloca su livelli di prezzo più remunerativi, sia in considerazione delle quantità più esigue, sia per una maggiore disponibilità da parte dei consumatori a riconoscere ed “apprezzare” tali produzioni.

Una curiosità Il 45% degli oli dop venduti è a private label, oltre ad essere presenti diverse altre marche minori, che rappresentano una quota del 43% all’interno del mercato monitorato. E a Sorrento preparano, intanto, la X edizione del Sirena d‘Oro. Premio dell’eccellenza delle Dop italiane. Dal 28 aprile al 1° maggio prossimi la città del Golfo in festa per accogliere l’offerta dei migliori territori di produzione, vanto del made in Italy nel mondo. 

Verona, 27 marzo 2012







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