Olio di Palma: in Italia si consuma più olio di semi (52%) che extra vergine. Granieri bene Ministro Lorenzin su parere EFSA

Sabato 07 Maggio 2016 14:28
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olio-palmaRoma - “Bene ha fatto  il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin a chiedere al Commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis, di avviare con urgenza l’esame del parere dell’Efsa, l’agenzia per la sicurezza alimentare europea, pubblicato l’altro ieri sull’OLIO di palma”. Lo dichiara in una nota il presidente di Unaprol David Granieri che si dice preoccupato se dovesse essere confermato il contenuto del documento del gruppo degli esperti scientifici dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare nel quale si segnalano possibili effetti tossici o cancerogeni di alcuni contaminanti di processo di lavorazione dell’olio di Palma e in atri oli vegetali.
In Italia - dichiara Unaprol - su un consumo stimato di circa 1 milione 350mila tonnellate di oli commestibili, il consumo di oli di semi (52%), supera quello degli oli di oliva in generale. “Se dovessero essere confermati i possibili effetti tossici dovremmo intervenire - afferma Granieri – per tutelare la salute dei consumatori e aprire un confronto serio con le aziende della pasta e del dolce italiani per orientare le loro scelte aziendali verso l’impiego di olio extra vergine di oliva in sostituzione di oli di semi che non hanno caratteristiche organolettiche e qualitative superiori come appunto possiede l’olio extra vergine di oliva di qualità italiano”.





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