Nel 2012 italiani faranno pieno di salute. In arrivo legge contro falso Made in Italy

Lunedì 10 Settembre 2012 19:10
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made in italy copyRoma – “Non sarà un’annata a cinque stelle per l’olio extra vergine di oliva ma gli italiani, nel 2012, faranno il pieno di salute”. Lo afferma Massimo Gargano presidente di Unaprol che commenta i dati sull’alta qualità diramati a Bari del gruppo di lavoro coordinato dal prof. Maurizio Servili. Complice le alte temperature l’extra vergine made in Italy della campagna 2012/2013 – afferma Servili -avrà meno aromi ma sarà ricco di sostanze fenoliche bioattive; cioè più antiossidanti.
La notizia emerge dall’incontro UnaprolColdiretti Puglia realizzato con il comando dei Nuclei antifrodi dei Carabinieri sotto la guida del col. Maurizio Delli Santi alla Fiera del Levante. E che il prodotto simbolo del made in Italy sia sempre in cima alle attenzioni dei prestigiatori lo dimostrano i numeri dell’Operazione Estate Sicura dei NAC dei Carabinieri, illustrati dal cap. Vincenzo Ferrara dei NAC. Effettuati sequestri per 2600 litri di olio extra vergine d’oliva con etichettature ingannevoli; 5 tonnellate di prodotti con falsi marchi Dop, di 8 tonnellate di prodotti privi di tracciabilità e di  200 tonnellate di fitofarmaci illegali. I Carabinieri hanno accertato anche violazioni per oltre 16 milioni di euro e segnalate all’Antitrust pratiche commerciali ingannevoli su prodotti alimentari di largo consumo.
Le frodi più usuali nel settore oleario sono le miscelazioni di oli di minore qualità spesso provenienti dall’estero e spacciate per prodotto italiano, seguite da comunicazioni commerciali ingannevoli che osservano solo formalmente i parametri chimici previsti. Per questo è in arrivo la legge che combatte il falso made in Italy. Si tratta del disegno di legge 3211 Colomba Mongiello (PD) – Paolo Scarpa (PDL) che a giorni sarà approvato in sede deliberante al Senato, senza che vi sia il passaggio in Aula, e sarà trasferito in Commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati presieduta da Paolo Russo (PDL). “Alcuni articoli del disegno di legge sono stati stralciati e inseriti nel decreto Sviluppo approvato i primi di agosto. Queste norme - afferma Pietro Sandali - sono già legge dello Stato italiano”. Riguardano la riduzione a 30 milligrammi per chilo (il limite era di 75 mg/kg), della concentrazione di metil ed alchil esteri degli acidi grassi. In questo modo si riduce drasticamente il pericolo che vengano spacciate per made in Italy miscele di oli che non abbiano origine italiana. Le altre norme riguardano: l’obbligo di riconoscere i panel di assaggio come mezzo di prova nei procedimenti giurisdizionali e che per origine si deve intendere il luogo di coltivazione e di allevamento della materia prima, nonché il luogo in cui è avvenuta la trasformazione sostanziale. Nell’anno terminante a giugno 2012 sono stati venduti in Puglia circa 4milioni di litri di olio per un valore di 14milioni di euro, segnando una flessione del 13% rispetto all’anno terminante a giugno 2011. Emerge una situazione analoga a quella nazionale; la categoria più venduta è l’extravergine che concentra il 73% del fatturato con 3 milioni di litri venduti.
 “La crisi di mercato dell’olio di oliva è una realtà le cui motivazioni per la Puglia vanno ricercate soprattutto nella mancanza di trasparenza sulla provenienza dell’olio di oliva in vendita. Ha affermato Pietro Salcuni presidente regionale Coldiretti Puglia. Per questo ci aspettiamo che Parlamento e Governo vadano dritti alla meta, come già hanno fatto per le importanti novità contenute nel Decreto Sviluppo in materia di alchil esteri, dando scacco alle lobby. Sarebbe uno straordinario segnale di trasparenza che la Puglia si aspetta e che olivicoltori e trasformatori onesti accoglieranno come un giro di vite decisivo”.
I pugliesi, intanto, acquistano poco olio presso la Grande distribuzione. L’olio di oliva raggiunge un livello del 6% e l’olio con il marchio “100% italiano” raggiunge una quota  del 20%. Residuali le performance degli oli Dop-Igp. L’olio bio, in Puglia, quasi non “passa” per la Grande Distribuzione: appena 7.000 litri di olio nell’ano terminante a giugno 2012. Nella regione prevale la vendita diretta presso il frantoio quasi a voler sancire un maggior legame con il proprio territorio.
E’ nella ricerca, però, che l’olio extra vergine di oliva trova il suo punto di equilibrio più alto. “E’ un farmaco vegetale – sottolinea Ciro Vestita nutrizionista a fitoterapeuta bisognerebbe venderlo come un elisir di lunga vita in farmacia. Usato correttamente contrasta persino l’Alzheimer”.


Ripartizione dei volumi di olio venduti nell’anno terminante a giugno 2012
in Italia presso la grande distribuzione


torta 1










•   Nell’anno terminante a giugno 2012 sono stati venduti in Italia circa 220milioni di litri di olio per un valore di 860milioni di euro, segnando un incremento del 2% rispetto all’anno terminante a giugno 2011.
•   La categoria decisamente più venduta è l’extravergine che concentra il 73% del fatturato con 161 milioni di litri venduti.
•   L’olio di oliva si assesta su un livello del 14% e l’olio con il marchio “100% italiano” raggiunge una quota  dell’ 11%. Residuali le performance degli oli Dop-Igp e biologici.

 

Ripartizione dei volumi di olio venduti nell’anno terminante a giugno 2012
in Puglia presso la grande distribuzione

 
torta2









•  Nell’anno terminante a giugno 2012 sono stati venduti in Puglia circa 4milioni di litri di olio per un valore  di 14milioni di euro, segnando una flessione del 13% rispetto all’anno terminante a giugno 2011.

•  Analizzando le singole categorie emerge una situazione analoga a quella nazionale; la categoria decisamente più venduta, infatti,  è l’extravergine che concentra il 73% del fatturato con 3 milioni di litri venduti.

•  L’olio di oliva raggiunge un livello del 6% e l’olio con il marchio “100% italiano” raggiunge una quota del 20%. Residuali le performance degli oli Dop-Igp. L’olio bio, in Puglia, quasi non “passa” per la Grande Distribuzione (7.000 litri di olio bio venduti nella Grande Distribuzione). Lo scenario pugliese pone l’accento sulle peculiarità della filiera regionale, con esigue quantità di prodotto acquistato presso la Grande distribuzione. Nella regione prevale la vendita diretta presso il frantoio, anche in quantitativi maggiori (latta da 5 litri, p.e.), quasi a voler sancire un maggior legame con il proprio territorio.


Bari, 10 settembre 2012

pdfLeggi la relazione del Prof. Servili
pdfLeggi la relazione del Capitano Ferrara dei Nac

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