Fai, Filiera Agricola Italiana, si allarga in SISA. Cresce prodotto italiano certificato

Martedì 09 Ottobre 2012 15:29
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Bottiglie FaiRoma – Un accordo strategico per distinguere sullo scaffale della distribuzione organizzata il prodotto firmato dagli agricoltori italiani con il marchio FAI. L’olio extra vergine di oliva, quello che spesso viene utilizzato come una “commodity”, in pratica un prodotto offerto senza differenze qualitative da un mercato poco attento al concetto di qualità, con questo accordo diventa la portaerei dell’alta qualità italiana.
L’obiettivo è  penetrare la confusione dell’offerta indistinta con il prodotto garantito dalla tracciabilità delle filiere olivicole organizzate da Unaprol – Consorzio Olivicolo Italiano, nell’ambito del primo contratto di filiera dell’olivicoltura italiana.
L’accordo siglato da FAI, la Filiera Agricola Italiana e il gruppo distributivo SISA supermercati italiani e Sisa Centro Nord con la collaborazione del marchio Buonissimo è stato presentato a Roma dai rispettivi vertici di Fai, gruppo Sisa e Unaprol nel corso di una conferenza stampa alla quale è intervenuto il presidente della Coldiretti Sergio Marini e della Federconsumatori Rosario Trefiletti.

Grazie a questa intesa, consumatori e produttori agricoli entreranno in contatto diretto con la complicità della distribuzione organizzata, che si impegna a sostenere i valori della trasparenza e della garanzia del vero prodotto Italiano. Si tratta di una svolta in un mercato dove il concetto del Made in Italy è usato spesso in maniera poco corretta. Per testare questo importante accordo, il 26 e 27 Ottobre prossimi, 30 punti vendita di Sisa Centro Nord si trasformeranno in un grande circuito dell’eccellenza dove saranno effettuate prove di assaggio e promozione del consumo consapevole. Protagonista sarà l’olio extra vergine di oliva a marchio FAI che si abbinerà ai prodotti del paniere a marchio SISA, in un binomio di qualità esclusivamente Italiana. “Parliamo di Olio, Parliamo di Territorio” sarà il titolo dell’evento che il giorno 11 Ottobre verrà presentato, in anteprima, nel punto vendita Buonissimo di Brescia, dedicato all’alimentazione di qualità.

“Se la distribuzione organizzata sceglie di condividere il progetto olio della filiera agricola italiana - come nel caso del gruppo SISA - allora si creano le condizioni per valorizzare il concetto di filiera corta firmata dagli agricoltori”. Lo afferma Massimo Gargano, presidente di Unaprol commentando che, ancora oggi, per ogni euro speso dai consumatori per il cibo, solo 17 centesimi vanno all’agricoltore;  23 centesimi vanno all’industria e il resto alla distribuzione. “Quella del gruppo Sisa è una manovra coraggiosa - ha commentato Gargano perché esce dagli schemi e fa la scelta di investire sulla varietà dei mille territori italiani”. Da questi proviene il prodotto simbolo di un made in Italy che oggi viene costantemente confuso sullo scaffale da un mercato poco attento al concetto della trasparenza e troppo incline al gioco di prestigio. “In questo senso - ha poi concluso Gargano  - l’accordo Olio Fai – e gruppo Sisa può essere un esperimento utile per un nuovo inizio di  dialogo tra il mondo della distribuzione organizzata e quello della Filiera firmata dagli agricoltori italiani che si basa sul carattere distintivo ed irripetibile del territorio italiano, unico perché non è clonabile”.

L’accordo tra Fai, Sisa Centro Nord e Buonissimo, una volta terminata la promozione, prevede una potenziale estensione della distribuzione dell’olio extra vergine di oliva FAI sugli altri punti di vendita di Sisa Centro Nord e l’eventuale inserimento di altre merceologie, sempre a marchio FAI, in un’ottica di collaborazione di più ampio respiro. La scelta di incominciare dal Nord è strategica.

Rispetto all’extravergine, il consumo nazionale si concentra in Lombardia (24 milioni di litri), Toscana (16 milioni di litri) e Lazio ( 15 milioni di litri). Per il 100% italiano si riscontra un posizionamento di prezzo analogo all’extravergine e una concentrazione dei consumi in Toscana ( 6,5 milioni di litri) e Lombardia

(3 milioni di litri), mentre nelle regioni del Sud questa tipologia non raggiunge il milione di litri.
Dai dati IRI-infoscan elaborati dall’osservatorio economico di Unaprol emerge che solo una parte del prodotto consumato in Italia arriva al consumatore tramite canali di distribuzione commerciale.  A giugno 2012, siano stati venduti in Italia circa 220milioni di litri di olio per un valore di 860milioni di euro, segnando un incremento del 2% rispetto all’anno precedente. Il 73% del venduto, con 161 milioni di litri ed un incremento del 2% rispetto al periodo precedente, appartiene alla categoria dell’extra vergine. L’olio di oliva si assesta su un livello del 14% e l’olio con il marchio “100% italiano” raggiunge una quota dell’11%, con 24 milioni di litri. Residuali le performance degli oli Dop-Igp e biologici. Il 100% italiano è presente sugli scaffali della grande distribuzione soprattutto attraverso le private label. L’accordo FAI SISA Centro Nord e Buonissimo mira ad intercettare la domanda di consumatori più esigenti ed alto spendenti facendo leva sui concetti di alta qualità certificazione e identità italiana dei prodotti a firmati dagli agricoltori italiani.


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Sopra
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In Italia si vende più olio extra vergine (73%), attraverso i canali della grande distribuzione. Il 14% delle vendite riguarda la categoria inferiore e cioè quella dell’olio di oliva. Cresce sullo scaffale il 100% italiano (11%). Le vendite di Dop, Igp e Bio restano ferme all’1%.  

Sotto
Si vede più extra vergine di oliva al Nord e al Centro che al Sud. Il Centro Nord brilla anche per vendite di Dop-IGP, biologico e di 100% italiano. Al Sud dove c’è grande disponibilità di prodotto cala il consumo di olio di oliva che invece raggiunge il 57,5% nel Nord Ovest e il 23,8% nel Nord Est.

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Roma, 09 ottobre 2012









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