Unaprol: Tutelare etichettatura per valorizzare l'olio italiano
--IL VELINO AGROALIMENTARE--
"Le imprese olivicole italiane stanno prendendo sempre maggiore coscienza della sfida alla quale saranno chiamate nei prossimi anni e puntano piu' decise sulla riduzione dei costi e sulla differenziazione del prodotto. L'obiettivo e' cogliere tutte le opportunita' della legislazione comunitaria e nazionale per aumentare il valore delle aziende e del prodotto olio extra vergine di oliva 100 per cento italiano". Lo dichiara Massimo Gargano presidente di Unaprol-Consorzio olivicolo italiano commentando le notizie che giungono da Bruxelles: la Commissione europea ha delineato un quadro allarmante sull'andamento dell'economia italiana nel 2008 con una crescita della ricchezza in forte calo. Dalla rete di monitoraggio del sistema di aziende del consorzio emerge infatti che su seimila aziende tenute sotto stretta osservazione dall'osservatorio economico di Unaprol, il 40 per cento ha investito in nuovi macchinari e attrezzature per la raccolta e per le operazioni colturali, il 25 per cento nella rintracciabilita' di filiera e quindi nell'origine e ben il 17 per cento ha realizzato nuovi impianti. Con un tasso medio di crescita del 4 per cento all'anno negli ultimi quindici anni, secondo l'osservatorio economico di Unaprol, i consumi sono in costante aumento ed esistono importanti segnali che fanno presupporre una loro accelerazione nei prossimi anni.
"Quello dell'olivicoltura italiana - prosegue Gargano - e' un tessuto vitale in grado di confrontarsi a testa alta con i nuovi competitori internazionali, nella piena consapevolezza che origine obbligatoria e qualita' costituiscono un vantaggio competitivo da difendere e da rafforzare". Le previsioni nel medio periodo sono quelle di un sensibile e costante aumento di oli di oliva vergini di qualita', che verranno offerti in larga parte sfusi sul mercato intermedio a prezzi competitivi anche in previsione delle agevolazioni tariffarie della zona di libero scambio del Mediterraneo, nel 2010. E l'Italia e' ancora un passaggio obbligato per far acquisire valore agli oli di oliva delle diverse qualita' prodotte nelle aree mediterranee. Ecco perche', secondo Gargano, va difesa l'identita' territoriale e l'indicazione dell'origine obbligatoria in etichetta dell'olio extra vergine di oliva. "Il decreto ministeriale del 17 gennaio scorso, gia' in vigore in Italia e il sistema dei controlli - conclude il presidente di Unaprol -, va sostenuto per evitare che molti altri oli di oliva di provenienza estera acquistino valore con il solo passaggio nel nostro paese diventando made in Italy prima di finire confezionati sugli scaffali dei supermercati di tutto il mondo". (fet) 021341 MAG 08 NNNN
Roma, 02 MAG