08.02.2009

Unaprol e Veronafiere rilanciano in Florida sfida made in Italy con Portfoil


Miami   L’olio extra vergine di oliva e’ il secondo prodotto agro-alimentare maggiormente esportato dall’Italia negli Stati Uniti e sviluppa un volume di affari che sfiora mediamente i  600 milioni di dollari all’anno.

A dominare la scena del mercato americano sono essenzialmente i Paesi del bacino del Mediterraneo. Cinque stati controllano oltre il 92% del mercato USA. Sono: Italia (61,24%), Spagna (17,44%), Tunisia (6,99%), Turchia (4,44%) e Grecia (2,62%).

I dati sono stati forniti in Florida da UnaprolConsorzio Olivicolo Italiano in occasione dell’inaugurazione di Vinitaly – olio e prodotto tipico italiano a Miami. E la Florida con le due tappe di questo USA tour da Miami a Palm Beach diventa la punta più avanzata dell’Italia negli Stati Uniti ad appena una settimana dall’approvazione del regolamento comunitario  sull’origine obbligatoria in etichetta dell’olio extra vergine di oliva.
Un banco di prova importante per Portfoil, il catalogo realizzato in inglese, francese e spagnolo con il sostengo del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, dedicato esclusivamente ai buyer.
Raccoglie la migliore offerta di 150 aziende che hanno già capacità di esportazione e producono pregiati oli extra vergini di oliva italiani tutti rigorosamente tracciati e valutati da un apposito panel di esperti assaggiatori.

Il programma di incontri prevede ancora due giornate di workshop a Miami e Palm Beach, seminari tecnici organizzati con la collaborazione di Buonitalia sulle opportunità di esportazione verso il mercato degli Stati Uniti e, per i giornalisti, una serie di degustazioni guidata a base di piatti conditi con olio extra vergine di oliva italiano.

L’olio di oliva ed in special modo quello extra vergine ha conquistato la popolarità negli Stati Uniti a partire dagli anni ’80 e la sua diffusione è in crescita grazie a fattori salutistici accompagnata da nuovi stili alimentari introdotti della dieta mediterranea. Lo sforzo pubblicitario legato alla promozione dell’immagine che il prodotto racchiude ha stimolato il consumatore americano a mantenere alti i livelli della domanda di prodotto di qualità certificato e tracciato.

 

Roma, 9 febbraio ’09